Mozione consiliare a sostegno della candidatura del Monte Baldo unitario a Patrimonio Mondiale UNESCO

Premesso:
che il Monte Baldo, dal Cinquecento conosciuto anche come Hortus Italiæ e poi come Hortus Europæ, è una catena montuosa italiana che si estende per 390 kmq di rilievo, da 65 a 2.218 m s.l.m., tra il lago di Garda ad Ovest e la Valle dell’Adige ad Est (larghezza media 12 km), la Valle di Loppio a Nord e la pianura veronese a Sud (lunghezza 40 km); scriveva Marin Sanudo nel 1483: “Tuto quello è tra l’Adexe e Laco è dicto Monte Baldo”.

Amministrativamente il Monte Baldo è attualmente diviso tra la Regione del Veneto (58%) e la Provincia autonoma di Trento (42%) e tra quindici comuni che hanno una superficie complessiva di 650 kmq e più di sessantamila abitanti: dieci veneti (Brentino Belluno, Brenzone sul Garda, Caprino Veronese, Costermano sul Garda, Ferrara di Monte Baldo, Garda, Malcesine, Rivoli Veronese, San Zeno di Montagna, Torri del Benaco) e cinque trentini (Ala, Avio, Brentonico, Mori, Nago-Torbole); i comuni citati hanno territorio in tutto o in parte sul Monte Baldo.

Pista preistorica di penetrazione umana verso e oltre le Alpi e, nei millenni più recenti, territorio di confine tra diverse civiltà e culture, il Monte Baldo è valutato e riconosciuto a livello internazionale quale luogo privilegiato di eccezionale biodiversità naturalistiche e ambientali, vegetali e micro faunistiche, per la grande quantità di specie rappresentative di situazioni e varietà climatiche diversificate, da quelle mediterranee a quelle alpino artiche (più di 2.000 specie vegetali e circa 23.000 specie animali); tale impareggiabile biodiversità lo ha fatto recentemente (convegno di Garda, 25 settembre 2020) paragonare alle Galápagos dalla World Biodiversity Association.

Dal tardo Medioevo e soprattutto dal Rinascimento e dal Cinquecento il Monte Baldo fu il luogo delle prime esplorazioni e localizzazioni botaniche (il primo libro a stampa al mondo di geobotanica è “Il viaggio di Monte Baldo” di Francesco Calzolari, pubblicato a Venezia nel 1566 dalla tipografia di Vincenzo Valgrisio) ed entomologiche, che si sono susseguite poi nei secoli e continuano tuttora ad opera di ricercatori e scienziati italiani ed europei.

Approfonditi studi, ampia letteratura anche storica e convegni del passato e recenti attestano il Monte Baldo quale bene le cui unicità, universalità, eccezionalità e integrità potranno sostenere il perseguimento e l’ottenimento del maggiore riconoscimento planetario, vale a dire diventare Patrimonio Mondiale UNESCO (chiamato anche Patrimonio dell’Umanità) per valori e meriti assieme culturali e ambientali; tale riconoscimento, e l’esteso percorso culturale e didattico anche partecipato di predisposizione e candidatura, favoriranno senz’altro per abitanti e ospiti il cammino verso innovativi paradigmi di progresso diffuso all’insegna dell’ecologia, della scienza e della sostenibilità socioeconomica.

Preso atto:
del programma per la candidatura del Monte Baldo unitario a Patrimonio Mondiale UNESCO attivato formalmente dalla Provincia autonoma di Trento nel 2015 e al quale ha in più occasioni manifestato interesse e condivisione la Regione del Veneto in particolare tramite il suo Assessorato alla Cultura e Territorio.

Rilevato:
che i presupposti procedurali, di merito e sostanziali per la candidatura del Monte Baldo a Patrimonio mondiale UNESCO si possono ora facilmente conoscere e apprendere leggendo gli atti dei convegni istruttori (in particolare Trento 2-4 dicembre 2018 e Brentonico 21-24 giugno 2019, tre volumi per una settantina di diversi autori), atti pubblicati anche on line all’indirizzo: http://www.informa.provincia.tn.it/pubblicazioni_pat/pagina436.html.

In davvero estrema sintesi possiamo ricondurre questi presupposti alle seguenti due affermazioni:

– “Il Baldo, come viene scoperto e inventato nel Rinascimento, rappresenta la cerniera tra il mondo antico-medievale e il mondo moderno. Il Baldo dovrebbe figurare in un manuale di storia della filosofia e in un manuale di storia della scienza perché rappresenta il salto di paradigma tra ripresa scientifica di tipo filosofico e ripresa scientifica di tipo sperimentale. Come il Baldo pochi altri territori trovano corrispondenze e analogie simili. Poiché i valori richiesti da UNESCO, in funzione del riconoscimento del Patrimonio dell’Umanità di un sito, sono quelli riconducibili ai caratteri di “universalità’ e “eccezionalità”, ritengo che il Monte Baldo possegga ampiamente i requisiti necessari per diventare un sito misto naturale e culturale” (Annibale Salsa, Antropologo ed esperto conoscitore delle Alpi, già Presidente del CAI nazionale).

– “Il Monte Baldo è un’area esplorativa estremamente stimolante, che dal 2009 ha anche una flora complessivamente ben conosciuta. L’appellativo di “Giardino d’Europa” è assolutamente meritato per via dell’elevata diversità e della ricchezza di specie rare e vistose. Le sue peculiarità naturalistiche hanno attirato, nei secoli scorsi, oltre a botanici italiani anche numerosi scienziati provenienti dall’area germanofona. Da ormai cinque secoli il Monte Baldo costituisce una gigantesca area di osservazione permanente, tuttavia molte domande di matrice ecologica e geobotanica restano ancora aperte. Proprio in tempi di cambiamenti climatici il Monte Baldo risulta l’ambiente ideale per una ricerca integrativa sulla biodiversità e resta, pertanto, un terreno di lavoro irrinunciabile. Non da ultima offre scenari e paesaggi meravigliosi, che incontrano i turisti e attirano a frotte anche quelli meno ferrati in botanica. La sfida per il futuro sarà, pertanto, quella di un sereno e prospero connubio tra sviluppo e tutela ambientale. A tale scopo gioverebbe inserirlo nella lista dei siti Patrimonio mondiale UNESCO” (Dietmar Brandes, Institut für Pflanzenbiologie Technischen Universität Braunschweig).

Appurato:

che i due convegni citati, organizzati dalla Provincia autonoma di Trento, hanno goduto del Patrocinio della Regione del Veneto, del Ministero dell’Ambiente, dell’UNESCO e di altri e dell’apporto scientifico di parecchi enti, istituti, esperti, scienziati e associazioni, locali, nazionali e internazionali.

Ricordati:
i contenuti delle documentate e sostanziose relazioni presentate da numerosi e qualificati esperti e associazioni naturalistiche e ambientalistiche locali e nazionali nell’incontro tenutosi a Garda il 25 settembre 2020.

Constatato:
che gli enti preposti alla presentazione della candidatura del Monte Baldo a Patrimonio Mondiale UNESCO sono assieme la Provincia autonoma di Trento e la Regione del Veneto mediante la sottoscrizione di un apposito accordo di programma / convenzione.

Evidenziato:
che il Consiglio della Provincia autonoma di Trento ha già deliberato all’unanimità (Ordine del giorno n. 246 del 6 agosto 2020) a favore della candidatura del Monte Baldo a Patrimonio Mondiale UNESCO, mentre si è ancora in attesa di analogo atto da parte del Consiglio della Regione del Veneto.

Conosciuto:
che il Comune di Garda ha una superficie complessiva di circa 14 kmq e 5 di questi, la parte più a Nord del suo territorio, risultano compresi nella perimetrazione del Monte Baldo.

Considerato:
che la fortuna di avere anche solo una parte del proprio territorio ricadente sul Monte Baldo sarà occasione di merito e grande visibilità e promozione anche per il restante territorio del Comune di Garda.

Ricordato:
che è stata recentemente costituita – con soci fondatori veneti e trentini e con sede legale nel Comune di Garda – l’associazione “Monte Baldo Patrimonio dell’Umanità”, che ha lo scopo di sostenere e supportare i processi istituzionali per la candidatura del Monte Baldo a Patrimonio Mondiale UNESCO e di creare conoscenza, partecipazione e condivisione sui territori interessati.

Acclarato:
che il perseguimento per il Monte Baldo del riconoscimento di Patrimonio Mondiale UNESCO è coerente con gli indirizzi, i principi e i valori sempre più espressi, necessari e manifestati dalle più avanzate visioni e programmazioni politiche locali, nazionali ed europee.

Riconosciuto:
che grazie al lavoro preparatorio e di ricerca finora svolto dalla Provincia autonoma di Trento e da diverse altre realtà e autorità competenti è possibile ottenere realmente il riconoscimento di Patrimonio Mondiale UNESCO al Monte Baldo entro pochi anni.

Visto:
lo Statuto comunale in particolare agli Articoli 1) e 3).

Valutato infine:
che l’ottenimento al Monte Baldo del riconoscimento di Patrimonio Mondiale UNESCO porterà certamente maggior valore materiale e immateriale a tutti i territori del Monte Baldo e al Comune di Garda, ai suoi beni tangibili e intangibili e ai suoi servizi, favorendo inoltre la creazione di nuove e innovative attività e processi socioeconomici nel segno dell’ecologia e della sostenibilità ambientale e favorendo l’ulteriore crescita morale e culturale dei suoi abitanti e ospiti.

Tutto ciò premesso e condiviso, il Consiglio comunale di Garda sostiene la candidatura del Monte Baldo unitario a Patrimonio Mondiale UNESCO e invita la Regione del Veneto ad intraprendere al più presto assieme alla Provincia autonoma di Trento tutte le azioni utili e necessarie volte alla presentazione della candidatura e al perseguimento e ottenimento del prestigioso e irrinunciabile riconoscimento.

Garda lì, 28 giugno 2021

F.to il Sindaco e Presidente del Consiglio comunale On. Davide Bendinelli

By La Voce dei Cittadini

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