Trentino e Veneto pronti ad avviare un percorso per la candidatura Unesco

Approfonditi studi, un’ampia letteratura e numerosi convegni attestano il Monte Baldo quale bene le cui unicità, universalità, eccezionalità e integrità potrebbero sostenere il perseguimento e l’ottenimento del maggiore riconoscimento planetario, vale a dire il Patrimonio Mondiale UNESCO. Il 2 agosto gli amministratori di Trentino e Veneto e dei 15 comuni presenti sull’area ne hanno discusso per la prima volta a livello ufficiale, a Tratto Spino, all’arrivo della funivia di Malcesine che porta sul Baldo.

Nel corso della conferenza sono intervenuti anche Maurizio Castellani e Stefano Passarini, sindaci di San Zeno di Montagna e di Costermano, per confermare la loro contrarietà alla candidatura come bene Patrimonio Unesco e per sostenere invece il programma Man and the Biosphere – MAB, un programma per promuovere un rapporto equilibrato tra uomo e ambiente attraverso la tutela della biodiversità.

Tuttavia, l’orientamento maggioritario di tutti gli altri partecipanti all’incontro, è stato quello di intraprendere il percorso della candidatura Patrimonio Unesco per il quale si vorrebbe, già a settembre, compiere i primi passi ufficiali. A tale riguardo è stato deciso di far partire, a breve, un tavolo tecnico al quale parteciperanno tutti i soggetti interessati, al fine di approfondire la questione e i dubbi di natura tecnica.

“Non partiamo da zero – ha sottolineato l’assessore Tonina – perché già nella precedente legislatura e in quella attuale abbiamo fatto una serie di incontri per valutare la questione, coinvolgendo i comuni interessati. Noi siamo convinti, anche sulla base della positiva esperienza Dolomiti Unesco, che questa sia la strada giusta, ovvero l’unica iniziativa che possa dare un ritorno concreto e un’importante opportunità di valorizzazione del Baldo, se sapremo lavorare insieme costruttivamente. Il Trentino, dunque c’è, sia con la Provincia che con i 5 Comuni interessati e mi sembra che oggi – ha concluso Tonina – abbiamo fatto un ulteriore passo in avanti che speriamo di poter concretizzare nei prossimi mesi”.

Un incontro comune tra le province per decidere la strada da seguire era richiesto a gran voce anche dall’associazione “Monte Baldo patrimonio dell’umanità”, guidata da Maurizio Delibori, per intraprendere un percorso unitario senza un’inutile dispersione di risorse.

Amministrativamente, il Monte Baldo è attualmente diviso tra la Regione del Veneto (58%) e la Provincia autonoma di Trento (42%) e tra quindici comuni: dieci veneti (Brentino Belluno, Brenzone sul Garda, Caprino Veronese, Costermano sul Garda, Ferrara di Monte Baldo, Garda, Malcesine, Rivoli Veronese, San Zeno di Montagna, Torri del Benaco) e cinque trentini (Ala, Avio, Brentonico, Mori, Nago-Torbole. Alla riunione erano presenti gli amministratori di tutti 15 i comuni e come osservatore anche il Comune di Riva del Garda con la sindaca Cristina Santi, oltre ai consiglieri regionali Enrico Corsi della Lega e Anna Maria Bigon del PD. Nel corso del seminario sono intervenute molte personalità del panorama politico locale, tra cui il Presidente della Provincia di Verona Manuel Scalzotto con l’assessore all’ambiente Mario Tonina, l’assessore alla cultura della Regione Veneto Cristiano Corazzari e il presidente di Atf Pier Giorgio Schena.