Il Monte Baldo unitario verso la candidatura a Patrimonio dell’Umanità UNESCO

Il Monte Baldo unitario possiede i presupposti sostanziali per conseguire l’iscrizione nella lista dei Patrimoni dell’Umanità UNESCO per valori e meriti assieme naturali e culturali e il suo cammino verso la candidatura a bene dell’umanità appare ormai certo.

Scriveva Marin Sanudo nel 1483 che “tuto quello è tra l’Adexe e Laco è dicto Monte Baldo”, una catena montuosa di 390 kmq oggi condivisa tra Veneto (58%) e Trentino (42%), detta Hortus Europæ, valutata e riconosciuta a livello internazionale quale luogo privilegiato di eccezionali biodiversità ambientali e naturalistiche, vegetali e micro faunistiche, per la grande varietà di specie presenti (più di 2.000 specie vegetali e almeno 23.000 specie animali, parecchie pure endemiche) rappresentative di condizioni climatiche diversificate, da quelle mediterranee a quelle alpino artiche, da remote ere pre glaciali a epoche a noi più prossime.

Il primo libro a stampa al mondo di geobotanica che si conosca è “Il viaggio di Monte Baldo” di Francesco Calzolari (quest’anno ricorre il cinquecentenario della sua nascita), pubblicato a Venezia nel 1566 dalla tipografia di Vincenzo Valgrisio. Afferma Annibale Salsa: “Come viene scoperto e inventato nel Rinascimento, il Monte Baldo rappresenta la cerniera tra il mondo antico-medievale e il mondo moderno, il salto di paradigma tra ripresa scientifica di tipo filosofico e ripresa scientifica di tipo sperimentale”. Sostiene Dietmar Brandes: “Grazie alle esplorazioni e localizzazioni botaniche ed entomologiche che si sono susseguite con continuità nei secoli fino ai giorni nostri, il Monte Baldo costituisce una gigantesca area di osservazione naturalistica storica permanente, un archivio reale profondo almeno cinque secoli, e proprio in tempi di cambiamenti climatici risulta l’ambiente ideale, un terreno di lavoro irrinunciabile, per qualsiasi ricerca sulla biodiversità”.

I caratteri di unicità, universalità, eccezionalità e integrità voluti dall’UNESCO per la legittimazione mondiale sono espressi dal Monte Baldo in maniera esemplare, come pure la comprovata conformità con ben tre dei dieci criteri possibili: VI, IX, X; sappiamo questo grazie alla numerosa letteratura di settore esistente e grazie al lavoro di ricerca e valutazione già svolto dalla Provincia autonoma di Trento mediante appositi recenti convegni, i cui atti sono facilmente reperibili in rete.

Ad oggi sono ben undici i comuni del Monte Baldo, i cinque trentini più sei veneti, rappresentativi di quasi il 90% del territorio unitario e di più del 80% della sua popolazione, che hanno ufficialmente dichiarato l’appoggio alla candidatura a Patrimonio dell’Umanità UNESCO della “annoverata tra le sette maggiori e più famose montagne dell’Universo” (Silvan Cattaneo, 1553) o “privilegiata provincia del regno della vaga Dea dei fiori” (Agostino Goiran, 1897): Ala, Avio, Brentino Belluno, Brentonico, Brenzone sul Garda, Caprino Veronese, Ferrara di Monte Baldo, Malcesine, Mori, Nago-Torbole, Rivoli Veronese; vi si aggiunga la Provincia autonoma di Trento, il cui Consiglio ha deliberato all’unanimità il 6 agosto 2020 l’Ordine del giorno n. 246; un analogo provvedimento della Regione del Veneto compirà, speriamo presto, il perfezionamento delle volontà politiche necessarie per l’avvio dei procedimenti di candidatura.

Il destino del Monte Baldo unitario verso un innovativo progresso diffuso e democratico all’insegna dell’ecologia, della scienza e della sostenibilità socioeconomica pare segnato e risulta coerente con gli indirizzi manifestati dalle più avanzate visioni politiche nazionali e mondiali; l’autonomia degli enti locali potrà ulteriormente radicarsi e qualificarsi se riuscirà a riconoscere e ad assumersi le responsabilità di scelte non solo utili, ma fondamentali e inderogabili.

By Quinto Canali

Segretario dell'APS Monte Baldo Patrimonio dell'Umanità ed Ex-assessore di Brentonico