Iniziato nel 2000, l’esperimento del professor Maurizio Delibori è pian piano diventato una solida realtà per i ragazzi delle scuole medie di San Zeno di Montagna. Stiamo ovviamente parlando del Consiglio Comunale dei ragazzi, un appuntamento annuale in cui gli studenti procedono all’elezione dei loro rappresentanti, che andranno poi a dialogare con le loro controparti “adulte”.

“Sono arrivato nel 2000 e a San Zeno di Montagna l’ho portato io – racconta Delibori –. L’avevo sperimentato un paio di anni prima a Pesina. Non è un’iniziativa che abbiamo inventato noi ma si faceva già in altre piccolissime realtà e per quei tempi era molto coinvolgente. Noi gli abbiamo dato il via non solo a San Zeno di Montagna, ma in tutto l’istituto comprensivo di Caprino. Purtroppo quest’anno con il covid per la prima volta non abbiamo potuto farlo perché non possiamo mettere a contatto alunni di classi diverse, ma ho in programma di provare a farlo a distanza nel secondo quadrimestre, anche se non sarà coinvolgente quanto quello in presenza“.
L’idea del consiglio comunale dei ragazzi è infatti quella di avere per ogni classe dei rappresentanti e abituare gli studenti a quello che può essere la democrazia interna e le elezioni.
“Già questo è un bell’aspetto – continua Delibori –: che si rendano conto che ci sono persone che desiderano mettersi a disposizione per portare avanti sia le proprie idee che quelle degli altri per il bene comune. Un secondo aspetto è il collegamento con la realtà territoriale: ogni consiglio comunale fa riferimento al territorio del paese. E lì che cosa si fà? Si cerca di fare in modo che i ragazzi esprimano le loro esigenze e i loro interessi. Perché questo? Perché è giusto che anche la politica “adulta” dia attenzione a quelle che sono le esigenze dei ragazzi, che non sono solo quelle di andare a giocare o avere le attrezzature sportive. No, sono anche quelle di magari proporre la pulizia di aree che hanno visto degradate o migliorare un servizio che il comune sta offrendo. Da questo punto di vista i ragazzi vanno ascoltati e una modalità di ascolto può essere questa del consiglio comunale dei ragazzi“.

Quali sono le occasioni concrete in cui i giovani eletti incontrano il territorio? “A San Zeno di Montagna abbiamo sempre fatto un incontro tra loro e il Sindaco, ma in altre realtà a questo incontro partecipano anche i consiglieri – risponde Delibori -. Questo interconnettersi è molto importante, perché i ragazzi si sentono partecipi anche della realtà amministrativa. Inoltre, parte quest’anno col covid, abbiamo sempre dato ai nostri sindaci dei ragazzi l’incarico di partecipare per esempio al 25 aprile, al 4 novembre e alle occasioni in cui nella realtà comunale c’è una celebrazione alla memoria“.
“Questo è il punto fondamentale – continua Delibori –, che i ragazzi diano la loro presenza e il loro stimolo. Noi abituiamo i ragazzi in questo modo a capire di più le loro radici e la loro realtà e a riconoscerla, perché la realtà della nostra storia non è qualcosa di diverso, è qualcosa che ci tocca. Noi siamo inseriti in questa storia e lo stesso lo sono anche i ragazzi“.
“Ogni ragazzo deve rendersi conto che fa parte di una comunità e che, se anche lui da il suo piccolo contributo, questa comunità funzionerà meglio – conclude Delibori –. È chiaro che sia impegnativo, non è solo giocare a fare i consiglieri, ma è un’educazione alla cittadinanza reale: è un vero e proprio modo per responsabilizzarsi anche al di fuori della stessa scuola“.



