Egregio signor direttore,
questa estate qualcuno ha scritto al vostro giornale, chiedendo se dopo quasi 50 anni fosse stata presentata in Regione da parte di qualche Consigliere una proposta di legge istitutiva del Parco del Baldo, visto che nella provincia di Verona c’è già un Parco della “Lessinia”. Nel contempo siamo venuti a conoscenza che già dal 2016 la Provincia autonoma di Trento (Regione Trentino Alto Adige) aveva dato il via ad un iter di studio per candidare il Baldo trentino quale “Patrimonio dell’ Unesco”. Sono stati organizzati convegni appositi, l’ultimo dei quali è stato nel 2019. L’Unione montana del Baldo-Garda dal 2018 ha invece svolto una ricerca con una Università di Milano per realizzare sul Baldo veronese una “Riserva della Biosfera MAB”. Le Associazioni Ambientaliste veronesi e trentine, quest’estate, hanno aperto un Convegno a Garda al quale ne sono seguiti altri tre (su Zoom) in via telematica e se ne aprirà ancora un altro in questo mese. Di questi convegni virtuali il promotore è Maurizio Delibori (CTG) che dal canto suo ribadisce: “Entrambi i progetti trentino e veronese da presentare all’Unesco, non sono compatibili su uno stesso territorio. Il Monte Baldo è unico e non è possibile dividerlo in Province. Occorre un tavolo comune ed è quello che come associazioni vorremmo proporre. Il portare avanti due progetti vuol dire non arrivare a niente e insabbiare l’idea. E’ questo che ci pare sia il pericolo: far passare anni e intanto non si fa niente di concreto per valorizzare e difendere il territorio. Speriamo che Quinto Canali, ex assessore del Comune di Brentonico, convinto assertore di un’unica Associazione Ambientalista “Sopra confine Trento-Verona”, riesca a portare avanti l’annosa storia per la tutela dell’intero Monte Baldo definito giustamente: ” Hortus Europae” per le sue rare specie di flora e fauna uniche al mondo.
Giancarlo Maffezzoli – Garda






