Egregio Signor Direttore,
il consiglio comunale di Malcesine a maggioranza ha deciso di collocare la Croce di 18 m. sul Monte Baldo località “Tratto Spino” . Era stata fata in onore di Papa Giovanni Paolo II da erigere a Roma, ma pare che la Sovraintendenza ai monumenti non abbia permesso. Hanno provato in altri siti ma non è stato possibile. Sembra che non sia avversione alla croce in sé ma all’altezza esagerata (6 piani di un palazzo).
Un comitato di cittadini di Malcesine e di comuni della sponda veronese del Lago e le associazione ambientaliste provinciali hanno fatto ricorso alla Sovraintendenza di Verona. E’ da notare che è nata una Associazione sovraconfine di Verona e Trento di cittadini e associazioni di Trento e Verona per promuovere la pratica di riconoscimento dell’ UNESCO di tutto il Monte Baldo come patrimonio dell’ Umanità. Tutti temono che data l’operazione della croce potrebbe stravolgere l’ecosistema turbare l’integrità del paesaggio e quindi l’ambito riconoscimento.
Considerato che il richiamo turistico estivo e invernale, implicherebbe la costruzione di strade, recinzioni, illuminazione ed altro, non essendovi che una piccola chiesetta soltanto, la in alto, prima o poi la società PGP2 società commerciale con già altre strutture turistiche ricettive chiederà l’autorizzazione per la costruzione di un ristorante se non un albergo. La concessione trentennale a 600 Euro annui implicherebbe costi al Comune superiori al primo stanziamento di 100.000 Euro, contro i 18.000 versati dalla società per la concessione trentennale. In definitiva si è trattato di una operazione commerciale in contrasto con le indicazioni europee sul turismo ecocompatibile. Dato che Tratto Spino fa parte dei Siti di interesse Comunitario ( SIC ) il Comitato giustamente fa presente che l’ambiente è un bene collettivo e che la responsabilità di preservarlo è di tutti.
Giancarlo Maffezzoli – Garda






