La raccolta 2020 del Marrone DOP di San Zeno di Montagna è ufficialmente iniziata. Le difficoltà degli scorsi anni sono servite da lezione: molti castanicoltori, stufi di vedere il loro prodotto razziato dai cinghiali, hanno messo in atto una strategia di difesa preventiva. Quasi la metà dei coltivatori ha infatti installato recinzioni elettrificate attorno ai propri castagni.

Cinghiale

I cinghiali, che da anni danneggiano orti e coltivazioni, devastano pascoli e prati e grufolando nel terreno alla ricerca di bulbi e radici, sono molto ghiotti di castagne e “arano” i terreni attorno ai castagnari con le loro potenti zanne. Il problema esiste da tempo sul monte Baldo e pare che, nonostante la caccia all’animale sia aperta e siano iniziati gli abbattimenti, la popolazione superi di gran lunga gli 800 esemplari, ma ad oggi non ci sono dati ufficiali.

Tipico prato devastato dai cinghiali – Foto di Pierluigi Zanolli

Il Consorzio di tutela del Marrone di San Zeno DOP ha dunque dovuto prendere l’iniziativa per trovare una soluzione. Le contromisure, testate lo scorso anno da un pugno di agricoltori, hanno avuto esiti positivi e quest’anno la rete elettrificata è stata quindi adottata da quasi la metà dei circa 40 soci.

Le recinzioni elettriche attorno ai castagneti sono però abbastanza costose: anche 800 euro a ettaro. Un investimento necessario o una spesa evitabile con corretti provvedimenti regionali?



Articolo di:
Federico Guarelli
Nicola Peretti